UN ANNO DI JAZZ
CALENDARIO 2007
11  GENNAIO  2007
Profeti in patria - Caffè Pedrocchi - ore 21
Marco Strano Syntax Quartet
18  GENNAIO  2007
Andar per musica: le Marche - Centro Porsche Padova - ore 21
Luca Pecchia Quartet
25  GENNAIO  2007
Jazz club - Caffè Pedrocchi - ore 21
Late Night Live
1  FEBBRAIO  2007
Profeti in patria - Caffè Pedrocchi - ore 21
Enrico Dal Bosco Quartet
8  FEBBRAIO  2007
Andar per musica: l’Emilia Romagna - Centro Porsche Padova - ore 21
Ellade Bandini "Surprise"
15  FEBBRAIO  2007
Jazz club - Caffè Pedrocchi - ore 21
Negri-Birro-Conte-Maniscalco Quartet
22  FEBBRAIO  2007
Oltre confine - Auditorium Pollini - ore 21.30
Heart Strings
1  MARZO  2007
Profeti in patria - Caffè Pedrocchi - ore 21
Francesca Bertazzo Hart Quartet
8  MARZO  2007
Andar per musica: la Liguria - Centro Porsche Padova - ore 21
Andrea Pozza Trio
15  MARZO  2007
A cena con l’artista - Caffè Pedrocchi, Sala Rossini - ore 21
Ernesttico
27  MARZO  2007
Oltre confine - Teatro Ruzante - ore 21.30
Encuentro Bob Sands-Kurt Weiss Sextet
I CONCERTI
GIOVEDì 22 FEBBRAIO 2007 Auditorium Pollini - ore 21.30
Oltre confine
Heart Strings

Sheila Jordan  voce
Roberto Cipelli  pianoforte
Attilio Zanchi  contrabbasso
Billy Drummond  batteria
con: 
Alborada String Quartet: 
Anton Berovski  violino
Sonia Peana  violino
Nico Ciricugno  viola
Piero Salvatori  violoncello
 
Ingresso 10,00 Euro 
Ultimo appuntamento di febbraio della rassegna "Un anno di jazz a Padova"

SHEILA JORDAN ALL'AUDITORIUM POLLINI
Giovedì 22 febbraio primo appuntamento del ciclo "Oltre confine" con il progetto "Heart Strings" della grande cantante americana.

Chiusura del mese di febbraio per l'edizione 2007 della rassegna "Un anno di jazz a Padova", voluta da Centro Porsche Padova e Caffè Pedrocchi in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo del Comune di Padova e organizzata dall'Associazione Miles e dalla Scuola di Musica Gershwin con il supporto di Radio Company. Giovedì 22 febbraio, all'Auditorium Pollini inizia il ciclo di appuntamenti "Oltre confine" che prevedono la performance di artisti di fama internazionale nei teatri cittadini. Ad inaugurare questo primo appuntamento ritorna in Italia Sheila Jordan, la regina indiscussa del canto jazz, con il nuovo progetto "Heart Strings" che unisce alla sua più tipica marca sonora la prestigiosa impronta classico-contemporanea dell’ensemble d’archi Alborada. Un progetto che vede coinvolto anche il batterista Billy Drummond (già al fianco di Horace Silver, Nat Adderley, Joe Henderson, Sonny Rollins, e, recentemente, Steve Kuhn). Non potevano infine mancare due storici partners italiani di Sheila: il pianista Roberto Cipelli (Paolo Fresu, Dave Liebman, Tom Harrell, Steve Lacy) ed il contrabbassista Attilio Zanchi (Lee Konitz, Mal Waldron, Gerry Mulligan, Don Cherry).


Il concerto inizierà alle ore 21.30

Biglietto di ingresso: 10,00 € (intero), 5.00 € (studenti)
Per informazioni e prevendite telefonare a: Scuola di Musica Gershwin- tel. 049/774588 - 049/8073980 - 348/9491132



SHEILA JORDAN ALL'AUDITORIUM POLLINI

Sheila Jordan (Detroit, Michigan, 18-11-1929)
Si interessa al canto fin dai tre anni (ma studia anche pianoforte : 1940-41), al jazz a dodici (comincia a praticarlo a sedici ). Partecipa a Detroit a un trio vocale precursore del Lambert-Hendricks-Ross (1949 : fa lo scat e scrive i testi su alcuni assolo di Charlie Parker). Si stabilisce a New York nel 1952  e sposa il pianista Duke Jordan. Nel 1951-52 studia con Lennie Tristano. Poco attiva musicalmente durante gli anni del suo matrimonio e malgrado gli incoraggiamenti di Parker (col quale suona spesso in jam session e che dirà di lei: ”Sheila ha un orecchio musicale da un milione di dollari!”) e Gillespie, si dedica al matrimonio. Dopo il divorzio  per mantenersi e allevare la figlia è costretta a lavorare come dattilografa di giorno e allo stesso tempo nei jazz club del Greenwich Village dove tra l’altro suona con Charles Mingus e Herbie Nichols. Nel 1963 fa il suo debutto discografico grazie a George Russell,  partecipa a uno dei suoi dischi (“Outer View”) e viene scritturata da Blue Note (“Portrait of Sheila”). Collabora in seguito alle sedute di Roswell Rudd (1971-73;74), Carla Bley (“Escalator Over The Hill”, 1968-1971), del contrabbassista Marcello Melis, codirige un quartetto con Steve Kuhn dal 1979 al1982 (Harvie Swartz, cb; Bob Moses, batt.), canta alcune poesie di Robert Creeley messe in musica da Steve Swallow (“Home”, 1979) . Incide alcuni album a proprio nome per East Wind, SteepleChase (“Sheila”, 1977  in duo con il contrabbassista Arild Andersen) e Blackhawk (“The Crossing”, 1984). Compie frequenti tournee in Europa (prima in Norvegia) dal 1966. Si esibisce spesso in duo con Harvie Swartz dal 1983. Insegna al New York City College dal 1978, all’ Università del Massachussets, Alla Stanford University, oltre che essere stata docente presso la Manhattan School of Music e la Musica Hochschule di Graz in Austria. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali , in particolare con i suoi album “Lost and found” e “Confirmation”. Ha partecipato ai più prestigiosi Festivals del mondo, dall’Australia alla Grecia, dal Giappone ad Israele, dalla Svezia al Sud America. “Velata ed ovattata la voce ringhiante ma dolce di Sheila Jordan, il suo swing trattenuto, come un livido che vorrebbe nascondere, sono presenti, rivelati, soprattutto al fianco dei bassisti: corde vive, anch’esse trattenute, che le offrì Arild Andersen, pulsazione più densa di significato, presa nella corsa del canto di  Harvie Swartz. Con essi, Sheila Jordan, cantante di implosione, si abbandona a una conversazione di privazione, in cui solo l’estrema attenzione per la dizione sostituirebbe l’artificio. Sheila lascia morire le parole in una pudica raffigurazione dello smarrimento, dell’influenza dei sensi. La sua Don’t Explain è la sola che possa pretendere di essere paragonata a quella creata da Billie Holiday. “Lady Day”: la sua maggiore influenza (con Parker e Lester Young). Sheila Jordan è certamente, nella sua tecnica personale (che spesso si rivela come un parlar cantando ), nella sua integrità totale, l’interprete che meglio porta avanti una tale poetica straziante”. Carles-Comolli.

Billy Drummond
Nato nel 1959 a Newport News, Virginia, Billy Drummond  ha iniziato a suonare la batteria all'età di quattro anni, sotto l'esempio del padre batterista. Ben presto Drummond inizia a suonare in vari gruppi della sua città, approfondendo una grande varietà di stili e in  seguito proseguendo gli studi musicali al college, dove si diploma in Music Performance. All'inizio del 1988  si trasferisce a New York, dove entra a far parte del  gruppo Out of the Blue, con cui incide per la Blue Note. In seguito si unisce al sestetto di Horace Silver con  cui è a lungo in tournée. Successivamente Billy Drummond ha modo di effettuare tournée e incidere con una serie di nomi storici del jazz, in particolare con  Sonny Rollins, Pat Metheny, Joe Henderson, J. J. Johnson,  Nat Adderley, Bobby Hutcherson, James Moody, Andrew Hill,  Freddie Hubbard e Steve Kuhn, nonché di collaborare  a progetti di musicisti delle nuove generazioni quali,  tra gli altri, Javon Jackson, Renee Rosnes e Chris Potter.  Billy Drummond è attivo anche come band leader,  e in questa veste ha realizzato tre CD: “Native Colours” con  Steve Nelson, Steve Wilson, Renee Rosnes e Ray Drummond, “The  Gift” con Seamus Blake, Renee Rosnes e Peter Washington,  e “Dubai”, con Chris Potter, Walt Weiskopf e  Peter Washington. Questo disco è stato votato al primo posto della lista dei dieci migliori dischi del 1996 dal critico Peter Watrous del New York Times,  e ha ricevuto quattro stelle nella recensione pubblicata sulla rivista Downbeat.

Roberto Cipelli
Roberto è un musicista curioso, il suo mondo musicale in continuo movimento rispecchia un’insaziabile ricerca di suoni, di umori, di ispirazioni da cogliere ovunque, anche dove meno te lo aspetti. Vent'anni fa a Siena in una stanza d'albergo nasce la favola, tuttora viva, del quintetto più longevo del jazz italiano ed europeo. Fresu e Cipelli hanno le idee chiare: un gruppo stabile, che lavori sulla propria musica nel tempo. All’inizio è ricerca del ritmo e della melodia, del loro avvicinarsi e allontanarsi. Poi si affaccia, discreta, sulla tromba, un pizzico di elettronica, le composizioni si fanno più ardite, l’improvvisazione si arricchisce di nuove profondità, la presenza di ospiti prestigiosi risulta funzionale al multicolore suono del gruppo. Infine arriva la classicità, la melodia ( “ Melos” ) prende il sopravvento, il ritmo è un soffio interno al libero fluire della musica, il suono diventa il marchio distintivo del gruppo, le composizioni-improvvisazioni appaiono piccoli gioielli di eleganza formale. L'importante è esprimere la propria musica: dal trio all’acid jazz passando per un quartetto d’archi. “Moona Moore” è l’inizio del percorso da leader di Cipelli, il suo talento compositivo emerge già prepotente, offrendo varietà di moods, una cantabilità coinvolgente e per nulla banale, un arioso respiro dei brani che prescinde dalla loro durata. Il successivo “Market square”esalta la melodia e al contempo rafforza lo swing, aggiungendovi una nuova libertà esecutiva che il sax di Tino Tracanna interpreta con grande vigore. Poi, inatteso, arriva “Free Flow”, incursione nel mondo tecnologico  dell’acid jazz : è un’importante finestra che permette di affacciarsi sui segreti dello studio di registrazione , sull’uso dei campionamenti ma, soprattutto, sul controllo totale del materiale sonoro. Sarà una lezione evidente in tutti i lavori successivi. Con l’E.S.P. Trio ( Cazzola alla batteria, Zanchi al contrabbasso) si chiude, apparentemente, il cerchio.”A reason to believe” ed “Echoes”sono uno splendido saggio sulle potenzialità del piano- trio: scrittura calibrata, ricchezza armonica e ricercatezza timbrica, un  intenso interplay che crea movimento all’interno di ogni brano. Ma cosa può accadere se al combo più classico del jazz moderno si aggiunge un quartetto d’archi? ” Confluenze” è la testimonianza discografica dell’incontro tra l’E.S.P. Trio e il Modern Ensemble, della curiosità di scoprire nuovi impasti sonori, di vestire standard immortali del jazz con armonizzazioni originali, di creare nuove composizione sfruttando le formidabili potenzialità timbriche e dinamiche offerte dal quartetto d’archi. Gli arrangiamenti di Cipelli creano un canovaccio di luci ed ombre sul  quale i musicisti adagiano le proprie sensibilità, in un connubio tra musica contemporanea e jazz davvero sorprendente.
 Quando il canto ha bisogno di spazio ovvero Cipelli e le cantanti, un rapporto privilegiato perché Roberto è un maestro nell’arte della sottrazione, nel suonare le note giuste al momento giusto, nell’evitare la ridondanza. La voce sofisticata di Ornella Vanoni ( “Argilla”), quella sensualmente jazzistica di Tiziana Ghiglioni ( “My essential Duke”), fino a quella unica, ritmicamente inimitabile di Sheila Jordan (“Sheila’s back in town”), trovano nel pianismo di Cipelli un interlocutore prezioso, capace di inventare nitide successioni di note quale naturale prolungamento della voce umana, così come di  intrecciare  i versi di una canzone con una trama di raffinati accordi. Tempo fa, in un ristorante di Liegi avviene, casualmente, l’incontro con un amico intimo di Leo Ferrè. L’universo del poeta- cantautore francese affascina immediatamente Roberto che decide di proporne una versione personale, coinvolgendo musicisti a lui vicini per sensibilità ed amicizia. La  voce di Gianmaria Testa e la tromba di Paolo Fresu si aggiungono così all’E.S.P. Trio, dando vita ad un progetto dal grande impatto emotivo, nel quale parole e musica si fondono magicamente, evocando con semplicità , senza retorica e con la giusta dose di imprevedibilità, la straordinaria intensità dell’opera dell’artista  francese. Apprezzato in Italia e in Europa, osannato in Francia “Omaggio a Leo Ferré”vedrà la luce anche come produzione discografica. Vincenzo Roggero.

Attilio  Zanchi
Inizia lo studio del contrabbasso nel 1978 dopo diverse esperienze effettuate nei più diversi generi musicali.
Frequenta per due anni i corsi di Jazz del Conservatorio di Milano sotto la guida di Giorgio Gaslini e per tre la Scuola Civica. Nel 1979 entra a far parte dell'"Open Form Trio" con P.Bassini e G.Prina con i quali collabora per diversi anni . Nel 1980 ottiene una borsa di studio presso la "Univerity of Fine Arts" di Banff (Canada) e presso il "Creative Music Studio" di Woodstock (USA) dove perfeziona lo studio del contrabbasso con Dave Holland ed improvvisazione con Karl Berger, George Lewis, Sam Rivers, Jimmy Giuffrè, Ed Blackwell, Lee Konitz, Kenny Wheeler, Jack de Johnette e Jhon Abercrombie con i quali suona anche in vari concerti.
Nel 1981 suona al Woodstock Jazz Festival con Baikida Carrol, Julius Hemphill, Ed Blackwell, Nana Vasconcellos,  Collin Wallcot, Dewey Redman e Howard Johnson e con la "Woodstock Workshop Orchestra". Al suo ritorno in Italia entra a far parte del "Milan Jazz Quartet" ed inizia la collaborazione con i gruppi di Franco D'Andrea e di Paolo Fresu con il quale suona tuttora. Con questi artisti incide diversi dischi, alcuni dei quali premiati dalla critica come "migliori dischi dell'anno" e svolge numerose tourneé in tutto il mondo suonando nei Festival Jazz più importanti in USA,  Sud America, Canada, Australia, Africa, Russia e in tutta Europa. Dal 1987 collabora, inoltre, con Tiziana Ghiglioni. Contemporaneamente suona con moltissimi celebri jazzisti americani ed europei in tour, concerti e session tra i quali L.Konitz, T.Scott, Bud Freeman, , Kai Winding,  J.Owens, Sam Rivers, Joe Farrell, S.Hampton, H.Edison,  Mal Waldron, B.Watson, D.Liebman, Al Cohn, G.Mulligan, S.Nistico, Lew Tabackin, Mike Melillo, Franco Ambrosetti, J. Knepper, G. Mulligan, B.Berg, L.Hayes, D.Cherry,  R. Hargrove, R.Matthews, T.Stanko, C.Corea, P.Erskine, I.Sullivan, J.Surman,  J.Baron, E.Lockjaw Davis, T.Campbell, P.Favre, P.Woods, W.Bishop, , J.McNeely,  J.Stowell, S.Lacy, G.Burton, M.Jackson, M.Murphy, D.Liebman, T.Gurtu , G.Cables , G. Fewell,  S. Jordan, R. Gould, N. King e nel frattempo suona con i più importanti musicisti italiani. Nel corso della sua carriera  ha registrato oltre 70 dischi di cui 4 con progetti a suo nome. Uno di questi, "Early Spring" ottiene nel 1987 il secondo posto nel referendum di "Musica Jazz" come miglior disco dell'anno e il quarto posto nella rivista "Musica e Dischi". L'ultimo suo disco registrato, "Some Other Place" ospita, tra gli altri, diversi musicisti di fama come Kenny Wheeler, John Taylor, George Garzone, F. D'Andrea, Gianluigi Trovesi. Ha svolto un'intensa attività didattica presso il CPM di Milano e in seminari in tutta Italia e all'estero; è docente da diversi anni al Conservatorio per la cattedra di Jazz. Ha pubblicato il metodo "Enciclopedia Comparata degli Accordi e delle Scale" in collaborazione con Franco D'Andrea,  il "Corso di Educazione all'Orecchio Musicale" con R.Cipelli , "Walkin Bass Style" e il "Metodo pratico per l'Improvvisazione" con M. Colombo, inoltre un corso interattivo su C.D. di Teoria ed Armonia . E' stato eletto "miglior contrabbassista italiano" nel referendum indetto dalla rivista "Guitar Club" nel 1992.

QUARTETTO ALBORADA
Nato nel 1996, il Quartetto d'archi Alborada ha un repertorio che privilegia la musica barocca e quella del novecento con particolare attenzione agli autori minimalisti ed alle composizioni originali dell'ensemble. Fin dall'inizio l'attività del quartetto si è sviluppata in due direzioni distinte ma tra loro ugualmente correlate: da un lato la ricerca e lo studio in funzione del continuo arricchimento del repertorio, dall'altro le collaborazioni a progetti attivi nel panorama della musica jazz e contemporanea. Tra questi il Trio Jazz di Teo Ciavarella con il quale si è esibito in Germania, ed in Italia presso il Teatro Comunale di Ferrara, e l’aula Absidale di S. Lucia a Bologna. Nel '96 ha preso parte al festival di Vignola Jazz in it con i solisti Eugenio Colombo e Michel Godard (eseguendo musiche di Eugenio Colombo, Giancarlo Schiaffini, Bruno Tommaso ed altri). Dal 1998 al 2002 è impegnato nel progetto Voyage en Sardaigne di Enzo Favata, che unisce suggestioni etniche ad influenze jazz e profumi new age, e che è stato presentato a Francoforte nel 30° Deutsches Festival, a Torino all'Auditorium del Lingotto, al Teatro Toniolo di Mestre nell'ambito della rassegna Musica & Linguaggi,, ed in tutte le più importanti città italiane ed anche con ripetute tournées in Sardegna. Ha preso parte al progetto "Heartland" di David Linx, Diederik Wissels e Paolo Fresu. Attualmente il quartetto collabora con l’armonicista a bocca Angelo Adamo, il pianista Stefano Battaglia, ed il trombettista Paolo Fresu. Ha partecipato alla realizzazione della colonna sonora del film L'age d'or di L. Bunuel nell'ambito della rassegna Musique Lumiere nel 1997, ed in seguito ha preso parte a numerose rassegne nazionali e internazionali.
Ha collaborato come turnista in studio per la casa discografica Fonoprint di Bologna, registrando colonne sonore per il cinema e cd di artisti quali: Lucio Dalla, Samuele Bersani, Elisa ed Andrea Bocelli. Ha partecipato a trasmissioni televisive per la RAI, fra cui Mezzanotte angeli in piazza e Taratatà con Lucio Dalla e Iskra Menarini.
L’ultimo progetto del quartetto è “Il rito e la memoria”, incontro tra la musica religiosa delle antiche confraternite sarde, le sonorità classiche degli archi e l’avanguardismo di matrice jazzistica della tromba di Paolo Fresu e del pianoforte, a volte impreziosito dalle trame mediterranee del tunisino Dafher Youssef e di Elena Ledda, che danno luogo ad un melange mistico di straordinaria efficacia.
Quest’ultimo è stato presentato come progetto originale per la prima volta a Milano per la rassegna “Musica dei cieli - voci e musiche nelle religioni del mondo-“ e a Brescia nella rassegna “Crucifixus”. L’abituale repertorio della formazione abbraccia opere di Eric Satie, Michael Nyman, Arvo Pärt, Karl Jenkins, Alberto Ginastera, John Cage, Gordon Jacob, Philip Glass, Morton Feldmann, Paolo Fresu, musiche originali scritte e arrangiate dal quartetto e da numerosi musicisti contemporanei.
Ultime registrazioni:
-colonna sonora del film sulla vicenda della giornalista Ilaria Alpi dal titolo ”Il più crudele dei giorni”, prodotto dalla RAI e dalla Lantia per la regia di Ferdinando Vicentini Orgnani e con musiche di Paolo Fresu, di cui è stato prodotto il cd distribuito dalla CAM“SCORES!” (2003)
-colonna sonora del film “Te lo leggo negli occhi” di Valia Santella prodotto dalla Sacher Film di Nanni Moretti (2004)
-cd Ethnografie - Dialoghi Da Un’isola, di Paolo Fresu prodotto dall’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna (2004).
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