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CALENDARIO 2007
12 APRILE 2007
Andar per musica: il Piemonte - Centro Porsche Padova - ore 21.30Gianni Coscia Quartet "Frescobaldi per noi"
18 APRILE 2007
Evento speciale - Auditorium Pollini - ore 21.30Paolo Fresu - "Talkabout - Biografia a due voci"
10 MAGGIO 2007
Andar per musica: la Lombardia - Centro Porsche Padova - ore 21.30Quadrant featuring Antonio Faraò |
I CONCERTI
GIOVEDì 12 APRILE 2007 Centro Porsche Padova - ore 21.30
Andar per musica: il Piemonte Gianni Coscia Quartet "Frescobaldi per noi" ![]() Gianni Coscia fisarmonica
Fulvio Sigurtà tromba
Dino Piana trombone
Enzo Pietropaoli contrabbasso
Secondo appuntamento di aprile per la rassegna
"Un anno di jazz a Padova" GIANNI COSCIA AL CENTRO PORSCHE PADOVA Giovedì 12 aprile, concerto del Gianni Coscia Quartet per la serata dedicata al Piemonte. Secondo appuntamento di aprile per l'edizione 2007 della rassegna "Un anno di jazz a Padova", voluta da Centro Porsche Padova e Caffè Pedrocchi in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo del Comune di Padova e organizzata dall'Associazione Miles e dalla Scuola di Musica Gershwin con il supporto di Radio Company. Giovedì 12 aprile al Centro Porsche Padova riprende "Andar per musica", il ciclo di serate rivolte alla presentazione di musiche e musicisti provenienti dalle varie regioni d'Italia accompagnata da degustazione di prodotti tipici regionali. Questo appuntamento dedicato alla regione del Piemonte, vedrà protagonista il quartetto di Gianni Coscia che presenterà "Frescobaldi per noi", ultimo lavoro discografico del noto fisarmonicista alessandrino. Lo accompagneranno sul palco: Fulvio Sigurtà alla tromba, Dino Piana al trombone ed Enzo Pietropaoli al contrabbasso. GIANNI COSCIA QUARTET "Frescobaldi per noi" "Nacque Girolamo Frescobaldi – scrive Flavio Testi nella sua monumentale opera "La musica strumentale italiana nel Seicento" – il 15 settembre 1583 a Ferrara, da Filippo, distinto organista, e da tale Lucrezia. Talento musicale precoce e non comune." Un apprezzamento questo di Testi che ci sembra decisamente inadatto per descrivere lo straordinario talento del giovane Frescobaldi, anche se poi l'autore si corregge e lo definisce, citando il Libanori, autore dello stesso secolo del musicista "Sparsasi la voce di questo stupendo e meraviglioso musico et organista miracoloso dicono che suonò, ebbe più di trentamila auditori e gli stessi antichi e celebratissimi organisti ne restarono attoniti e non pochi tocchi di invidia." Libanori certo ha esagerato con quel numero di ascoltatori ma, comunque, offre il segno di quanto il giovane Frescobaldi, lasciata Ferrara per Roma, avesse subito attirato l'attenzione di tutti i musicisti, sia per il suo virtuosismo sull'organo, sia per le sue composizioni che movendo dalle esperienze di Andrea Gabrieli, lasciano lo schema rigoroso dell'epoca per affidarsi al gioco della fantasia. Insomma un musicista notevole anche per la sua modernità, ma anche un musicista che non capita di ascoltare frequentemente nelle sale da concerto. Ed ecco la ovvia domanda: come mai Gianni Coscia lo propone oggi in una versione che, pur lasciando intatte le strutture originali, mostra cento diverse sfaccettature, adatta le musiche al jazz, pur senza fare del jazz, ne ricostruisce gli schemi valendosi di una sorta di quartetto da camera, insolito anche per la sua composizione, fisarmonica, trombone, tromba e contrabbasso: due fiati che possono avvicinarci al Seicento, una fisa che in qualche modo si riferisce all'organo, un contrabbasso che pare fuori tempo e che, al contrario, non soltanto fornisce uno splendido tappeto armonico, ma si inserisce splendidamente nel contesto del quartetto. Racconta Gianni Coscia: "Un nuovo disco per me significa anche un possibile nuovo progetto. Non mi piace rifare ciò che ho già inciso, magari con contesti diversi, preferisco lasciarmi stuzzicare dalla fantasia, prendere dagli entusiasmi. Così, per caso, un giorno Francesco Ciarfuglia mi ha fatto ascoltare al pianoforte alcune pagine di Frescobaldi che mi hanno colpito per la loro freschezza melodica, per la loro ricchezza. Il progetto è nato da quell'ascolto. Bisognava trovare, però, un gruppo adatto ed ho pensato che gli ottoni erano necessari ed ecco Dino Piana col suo trombone a pistoni, quello a coulisse non mi avrebbe dato il suono giusto, e il giovane Fulvio Sicurtà alla tromba, con al basso Enzo Pietropaoli. Il risultato, anche per chi non dovesse sapere nulla di Frescobaldi, né della rilettura che ne fanno Coscia e compagni, è straordinariamente attuale. Una musica intessuta di sottili eleganze, ma che ha la fragranza della genuità, una musica che poco ha da spartire con quella naturale di Coscia, ovvero il jazz, ma dalla quale traspare spesso il senso di un dinamismo che al jazz l'apparenta, una musica, infine, nella quale la fisarmonica ha, ovviamente, un impatto particolare, ma che lascia spazi anche agli altri strumento e Dino Piana mostra tutta la sua maestria e i suoi soli davvero possono essere jazzistici, così come quelli di Fulvio Sigurtà, mentre Pietropaoli costruisce un intenso tessuto armonico che fa da suntuoso tappeto ai suoni degli altri. |
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