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CALENDARIO 2007
12 APRILE 2007
Andar per musica: il Piemonte - Centro Porsche Padova - ore 21.30Gianni Coscia Quartet "Frescobaldi per noi"
18 APRILE 2007
Evento speciale - Auditorium Pollini - ore 21.30Paolo Fresu - "Talkabout - Biografia a due voci"
10 MAGGIO 2007
Andar per musica: la Lombardia - Centro Porsche Padova - ore 21.30Quadrant featuring Antonio Faraò |
I CONCERTI
GIOVEDì 10 MAGGIO 2007 Centro Porsche Padova - ore 21.30
Andar per musica: la Lombardia Quadrant featuring Antonio Faraò ![]() Robert Bonisolo sax tenore e soprano
Antonio Faraò pianoforte
Marco Vaggi contrabbasso
Enzo Carpentieri batteria
Secondo appuntamento di maggio per la rassegna
"Un anno di jazz a Padova" QUARTETTO "QUADRANT" CON ANTONIO FARAO' AL CENTRO PORSCHE Giovedì 10 maggio, concerto del quartetto "Quadrant" per la serata dedicata alla Lombardia. Secondo appuntamento di maggio per l'edizione 2007 della rassegna "Un anno di jazz a Padova", voluta da Centro Porsche Padova e Caffè Pedrocchi in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo del Comune di Padova e organizzata dall'Associazione Miles e dalla Scuola di Musica Gershwin con il supporto di Radio Company. Giovedì 10 maggio al Centro Porsche Padova riprende "Andar per musica", il ciclo di serate rivolte alla presentazione di musiche e musicisti provenienti dalle varie regioni d'Italia accompagnata da degustazione di prodotti tipici regionali. Questo appuntamento dedicato alla regione della Lombardia, vedrà protagonista il quartetto "Quadrant", progetto nato in collaborazione con Antonio Faraò, affermato pianista del jazz italiano. Lo accompagneranno sul palco: Robert Bonisolo ai sassofoni, Marco Vaggi al contrabbasso ed Enzo Carpentieri alla batteria QUARTETTO "QUADRANT" CON ANTONIO FARAO' Antonio Faraò, considerato dalla critica europea uno dei più interessanti pianisti jazz dell'ultima generazione, nasce a Roma nel 1965. Il padre lo introduce fin da giovane all'ascolto di Benny Goodman, Count Basie e Duke Ellington, trasmettendogli un gusto per lo swing che resterà intatto anche negli anni successivi, diventando elemento peculiare del suo modo di comporre. Fin dall'età di sei anni, Faraò inizia a suonare: dapprima un vibrafono giocattolo, in seguito il pianoforte, del quale intraprende lo studio classico. Cresciuto sotto l'egida del maestro Adriano Della Giustina, che lo conduce sino al diploma intermedio presso il Conservatorio G. Verdi di Milano, Faraò si distingue fin da ragazzo per uno spiccato interesse verso la musica neroamericana d'avanguardia. I suoi primi modelli di riferimento sembrano essere due musicisti che, seppur diversi tra loro per le strade verso cui indirizzano la loro ricerca, sono legati da un'identica tensione al rinnovamento del linguaggio: da un lato, Mc Coy Tyner, storico protagonista dell'avanguardia modale e componente fondamentale del quartetto di John Coltrane che incise le leggendarie My Favorite Things e A Love Supreme; dall'altro Herbie Hancock che, lasciato il quintetto di Miles Davis poco prima dell'incisione di Bitches Brew, si era diretto verso una più intensa stagione elettrica, culminata con l'introduzione di elementi funky nel gruppo che incise l'epocale Maiden Voyage. Solo in seguito Faraò scopre Bill Evans, padre di un pianismo sottile e raffinato che coniuga l'improvvisazione afroamericana con la tradizione romantico europea. L'influenza di Evans sull'estetica di Faraò (pur nella peculiarità dei rispettivi linguaggi), appare oggi più evidente rispetto al passato, soprattutto quando gli impeti più marcatamente percussivi lasciano spazio ad una maggiore consapevolezza melodica. La carriera solistica di Antonio Faraò è ricca di successi e di prestigiose collaborazioni basti citare Franco Ambrosetti, Daniel Humai, Gary Bartz, Lee Konitz, Steve Grossman, Tony Scott, Chico Freeman, Miroslav Vitous, John Abercrombie, Richard Galliano e, tra i protagonisti della musica leggera, la grande Mina. Nel 1988 arriva il più prestigioso dei riconoscimenti: il primo premio al "Concorso Internazionale Piano Jazz Martial Solal", indetto dalla Città di Parigi ogni 10 anni. Un evento che lo ha portato ad incidere, dopo alcuni dischi prodotti in Italia, tre album da leader per l'importante etichetta tedesca Enja Records: Black Inside nel 1998 con Ira Coleman e Jeff “Tain” Watts ; Thorn nel 2001, in cui Faraò è accompagnato da Jack DeJohnette alla batteria, Chris Pot er ai sassofoni tenore e soprano e Drew Gress al contrabbasso;Next Stories nel 2002 con Ed Howard,Gene Jackson e Pibo Marquez. Recentemente ha sostenuto un tour europeo che lo ha portato a Basilea, Salzau, Karlsruhe per concludersi al JazzFest di Berlino. Nel 2003 incide Far Out con Bob Berg, Martin Gjakonowsky, Dejan Terzic e recentemente Takes on Pasolini con Daniel Humair e Miroslav Vitous. IL PROGETTO Il sodalizio tra il pianista milanese e il sassofonista canadese Robert Bonisolo, è nato da circa dieci anni ed è testimoniato anche da un incisione a nome di Faraò del 1995, Expose. La natura bop-post bop della musica del gruppo è evidenziata da un repertorio fatto di standards e qualche brano originale e manifesta l'intenzione di restare in ambito rigorosamente jazzistico senza avventurarsi in tentativi di innovazione spesso velleitari. Le grandi capacità improvvisative di Bonisolo e Faraò, già ampiamente riconosciute dai maggiori critici, trovano ottimo supporto nella collaudata ritmica composta da Aldo Zunino al contrabbasso ed Enzo Carpentieri alla batteria. |
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