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ANDREA BOCCALINI

"NYJS: New York jazz stories"

dal 14 ottobre 2018

al 25 novembre 2018
Scuderie di Palazzo Moroni - Padova
 Via del Municipio 1
Padova

Padova Jazz Festival nella sua 21ma edizione presenta una mostra fotografica di una quarantina di immagini di uno dei maggiori fotografi contemporanei di musica jazz.
Gli scatti sono stati realizzati durante un soggiorno di due anni a New York, un’esperienza musicale e umana straordinaria nella quale il fotografo  ha ritratto i musicisti e l’atmosfera del jazz, non solo nei palchi dei club ma, in particolare, nelle strade e durante le jam session.
Andrea Boccalini, fotografo quarantenne, ha collaborato con i maggiori artisti e riviste del jazz italiano e internazionale, realizzando immagini di quasi 200 copertine di dischi. 
E’ ambasciatore del marchio Leica e docente della Leica Akademie Italy.

L’inaugurazione avrà luogo sabato 13 ottobre alle ore 18:30 alla presenza del fotografo e sarà accompagnata dall’esibizione della Magicaboola Brass Band, che proporrà contaminazioni di jazz, blues, etnica, hip hop, funk, canzone popolare

Ingresso libero

Scuderie di Palazzo Moroni
Via del Municipio 1 - Padova
Da martedì a domenica
Orario: 9:30-12:30 e 14:00-18:00
Info: tel 347 7580904 - info@padovajazz.com
www.padovacultura.it

BIOGRAFIA

Fotografo quarantenne ha iniziato la propria attività da professionista con il reportage lavorando in diversi progetti in Guatemala, su lavoro minorile e movimenti di resistenza campesina contro lo sfruttamento delle risorse minerarie, progetti che sono sfociati in una mostra per l'Onu dei giovani e per la pubblicazione “Conflictos mineros y pueblos indigenas en Guatemala” di Joris van de Sandt.
Dopo il reportage è subentrata la passione per la fotografia di scena teatrale e jazz e per la ritrattistica.
Negli ultimi tre anni ha collaborato con riviste nazionali ed internazionali (New York Times, New York Post, Repubblica, Jazztimes, Downbeat, Rolling Stones, Musica Jazz e molte altre) e ha scattato le immagini di quasi 200 dischi.
Annovera tra le sue collaborazioni foto di booking e dischi con: Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Horacio el Negro Hernandez, Oregon, Antonio Sanchez, Paul Motian, Michael Blake, Antonello Salis, Gio- vanni Guidi, Giovanni Hidalgo, Dino Saluzzi, Michael Blake, Roy Har- grove, Roberta Gambarini, Anja Lechner, Giovanni Falzone, John Tay- lor, Jeff Ballard, Steve Lehman e molti altri.
Mentre in teatro oltre a seguire produzioni indipedenti, ha lavorato con Peter Stein nella sua rilettura dei “Demoni”, Maddalena Crippa e Vincenzo Schino.
Recentemente ha lavorato in diverse produzioni pubblicitarie insieme al regista Michael Haussman.
Da sei anni segue con la fotografia storie ai margini, riportando al centro la dignità delle persone che vivono in contesti periferici, periferia urbana e periferia sociale.
Inoltre è attivo come fotografo per campagne pubblicitarie e di corpora- te, tra i suoi clienti; Huawei, Samsung, Pirelli, Galbani Francia, Ducati e Lavazza.
Da cinque anni è Ambassador Leica e docente della Leica Akademie Italy.
Consulente scientifico per il programma di Sky Arte “Master of Photography”
E’ stato votato come miglior fotografo di jazz Italiano per il quinto anno consecutivo in occasione del readers poll jazzit award.

 

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"Eugene Smith, all'apice della sua carriera nel 1957, si ritirò a vivere in un loft all'821 della Sixth Avenue nel quartiere dei fiori di New York, un quartiere povero, dove negli scantinati i jazzisti più importanti dell'epoca si incontravano per delle jam session che, oltre ad essere eventi musicali, mettevano in musica le istanze sociali e politiche dell'America di quei tempi.

Eugene Smith scattò in quasi nove anni 40 000 immagini. Dai grandi musicisti come Monk, Rollins e  molti altri si passa a migliaia di immagini che Smith scattò direttamente dalla finestra riprendendo le attività di quella via frenetica e ai margini. Registrò anche 4000 ore di musica perchè Smith era certo che l'anima più profonda degli Stati Uniti si rivelasse visivamente nel ritmo di quel quartiere popolare, e visivamente attraverso il ritmo del jazz.

Ne nacque un'opera geniale e complessa "Jazz Loft Project". 

Ho trascorso circa due anni a Ny e coadiuvato dal giornalista Enzo Capua ho compiuto un viaggio musicale e umano straordinario, che, nonostante fotografassi il jazz già da tempo, mi ha fatto scoprire l'essenza di questa musica e dei suoi musicisti più importanti lontani dai palchi dove siamo abituati a vederli.

Ed ho capito che, sebbene le istanze siano cambiate, il jazz, suonato nei club, nelle strade e nelle jam session, è ancora la musica che rivela più di tutte l'identità di questa città, e che indubbiamente è la colonna sonora dell'America che sogniamo e che vorremmo fosse."

Andrea Boccalini