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PADOVA JAZZ FESTIVAL 2018

21° edizione

Un festival… expanded edition. Il Padova Jazz Festival si rinnova completamente per la sua ventunesima edizione: un intero mese di concerti a cavallo tra ottobre e novembre, oltre ad alcune anteprime di ‘riscaldamento’. Uno sviluppo notevole rispetto al format classico della manifestazione, concentrato in una sola settimana.

Nomi di spicco del jazz internazionale come Chick Corea, John Scofield, Joe Lovano ed Enrico Rava, Pat Martino, Jazzmeia Horn, Francesco Cafiso saliranno sui palchi dei principali teatri (il Verdi e l’MPX) raggruppati in due weekend ad alto tasso spettacolare. Ci penseranno poi vari piccoli teatri e club (tra i quali spicca per importanza lo storico Caffè Pedrocchi) a rendere opulenta la proposta musicale del Padova Jazz Festival 2018, tra nomi ben affermati e giovani proposte, artisti statunitensi e italiani, esponenti del più classico swing e audaci modernisti. Il programma completo di tutti i live sarà annunciato in settembre. Intanto dal 26 luglio si aprono le prevendite per le cinque serate principali in teatro: per il Verdi presso la biglietteria del teatro e sul sito www.teatrostabileveneto.it, per l’MPX solo sul circuito VivaTicket.

Sulla scia del successo riscosso nelle precedenti edizioni, i concerti principali del Padova Jazz Festival saranno affiancati dagli appuntamenti con musica dal vivo di Jazz@Bar, in numerosi locali del centro e della prima periferia. Non mancheranno poi le occasioni per apprezzare il jazz in altre forme, dalle presentazioni editoriali alle performance artistiche, dalle mostre ai workshop di fotografia.

Il Padova Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Miles presieduta da Gabriella Piccolo Casiraghi, con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova.

Il primo grande appuntamento in teatro del Padova Jazz Festival 2018 si terrà venerdì 26 ottobre al Teatro MPX, con un nuovo progetto che riporta assieme, dopo più di venti anni, due star del jazz internazionale come il sassofonista Joe Lovano e il trombettista Enrico Rava. Li troveremo alla testa di un quintetto la cui ritmica rinsalda il dialogo USA-Italia, con Dezron Douglas, Gerald Cleaver e Giovanni Guidi. Sui leggii ci sarà principalmente musica originale scritta da Rava, oltre a qualche standard: un mix che sprigionerà un jazz moderno e lirico, coinvolgente ed emozionante.

Il weekend con le stelle del jazz proseguirà sabato 27 ancora al Teatro MPX con John Scofield, uno dei chitarristi jazz più influenti degli ultimi quattro decenni, ferratissimo solista post-bop da sempre aperto alle seduzioni della fusion, il funky, il soul jazz. E la sua nuova band Combo 66 è appunto un versatile strumento per muoversi liberamente in territori stilistici aperti.

Dopo quasi quattro settimane in cui proporrà quotidianamente concerti di rilievo in club e piccoli teatri, da giovedì 22 novembre il festival approderà al Teatro Verdi per tre serate che porteranno a conclusione la kermesse jazzistica a suon di nomi storici del jazz statunitense ma anche con uno stimolante abbinamento di giovani proposte.

Riflettori ancora sulla chitarra jazz il 22 novembre, con Pat Martino, una delle voci più rappresentative dell’ultimo scorcio degli anni Sessanta e poi di tutti i Settanta.

Venerdì 23 novembre il Verdi ospiterà un doppio spettacolo. La serata sarà aperta da Jazzmeia Horn giovane cantante di Dallas balzata alle cronache jazzistiche nel 2015 grazie alla vittoria nella Thelonious Monk Institute International Jazz Competition. Un exploit che le ha permesso di incidere A Social Call, album che ha rivelato all’improvviso il suo talento alla scena internazionale: la perfetta incarnazione moderna delle grandi dive che hanno stabilito il canone della jazz song.

A una delle più brillanti promesse emergenti del jazz made in USA seguirà un musicista italiano pressoché coetaneo ma con già una lunga storia di successi planetari alle spalle: il sassofonista Francesco Cafiso. Le sue più recenti prove mostrano una personalità in via di continua crescita e ridefinizione. Tra queste si distingue per impegno produttivo il nonetto “We Play for Tips”, il cui repertorio interamente originale è arrangiato in modo da ottenere un potente impatto sonoro, tale da suggerire quello di una vera e propria big band.

La serata finale del festival, sabato 24 novembre sempre al Verdi, sarà tutta per Chick Corea. Un mito intramontabile del jazz moderno, dai primi passi nel gruppo di Miles Davis ai successi travolgenti del decennio jazz rock (coi Return to Forever), sino alle innumerevoli collaborazioni d’élite (Herbie Hancock, Bobby McFerrin, Pat Metheny…). A Padova, Corea si esibirà in piano solo, una dimensione nella quale lascia emergere la sua vena rapsodica, andando alla ricerca di stimoli insoliti per l’ispirazione musicale (anche coinvolgendo il pubblico in prima persona). Soprattutto, il solo è un’occasione per scavare nel suo repertorio compositivo ed esplorare quello dei suoi idoli pianistici (Bill Evans, Thelonious Monk…), mettendoli a confronto con alcuni pesi massimi della musica classica.