ARCHIVIO PADOVA JAZZ FESTIVAL
 
Jan Garbarek Group

GIOVEDI' 20 NOVEMBRE 2008
Teatro Verdi - ore 20.45
EUROPEAN PERSPECTIVES

Jan Garbarek Group
Featuring
Trilok Gurtu

Jan Garbarek sassofoni
Rainer Brüninghaus
tastiere
Yuri Daniel basso
Trilok Gurtu
percussioni


Ispirato giovanissimo da John Coltrane e “scoperto” dal pianista e compositore americano George Russell, che lo invitò a far parte della sua big band quando aveva solo 18 anni, Garbarek fu scelto da Manfred Eicher come una delle prime voci della nascente ECM e “Afric Pepperbird” nel 1970 segna l'inizio della carriera internazionale del sassofonista norvegese, che insieme ai connazionali  Terje Rypdal, Arild Andersen e Jon Christensen contribuisce a defineire il “sound” della nazione scandinava. Da allora sono passati quasi quarant'anni, in cui Garbarek ha trasceso il suo modello con dischi storici come “Triptykon” (del 1972) con Arild Andersen e Edward Vesala in cui risuonano insieme le abrasive influenze di Albert Ayler, una nuova sensibilità melodica e l'arrangiamento di un brano del folklore norvegese, che diventerà una fonte di ispirazione sempre più importante. Dopo la collaborazione con Keith Jarrett nel “Quartetto Scandinavo” del pianista americano, e la parallela popolarità dell'altro quartetto guidato insieme a Bobo Stenson, Garbarek si concentra nella riflessione solitaria o in piccoli gruppi su vari aspetti del paesaggio, della tradizione e della musica norvegesi, distillando una voce sassofonistica sempre più personale e meditativa, in cui la forza materica di ogni nota è più importante della velocità vertiginosa dei modelli sassofonistici dominanti. Attraverso progetti diversi come “Officium” con l'Hilliard Ensemble e con il virtuoso tunisino di oud Anouar Brahem o il trio con Egberto Gismonti e Charlie Haden, Garbarek è diventato una delle personalità guida del jazz europeo, grazie alle collaborazioni con importanti musicisti americani come Bill Connors, Bill Frisell e David Torn equilibrate dalla scoperta di voci norvegesi come Mari Boine e Agnes Buen Garnås, di compositori come la greca Eleni Karaindrou e di esponenti di altre tradizioni come il violinista indiano: lo stesso Garbarek ha detto "Si potrebbe dire che vivo in una comunità spirituale che è geograficamente dispersa in tutto il mondo... E' stato per me molto importante ascoltare musica popolare di tutti i paesi ma specialmente della Norvegia. Ci sono naturalmente forti somiglianze tra le tradizioni musicali popolari di tutto il mondo: invece di cercare le mie radici intorno nel Mississippi, le ho cercate nelle valli norvegesi. Quello che ho trovato è puramente norvegese e allo stesso tempo ha effettivamente qualcosa in comune con il Mississippi." Garbarek ha riconosciuto e dichiarato la sua affinità con compositori diversi come Haydn, Chopin, Mahler, Sibelius, Lutoslawski e Takemitsu: l'album “Twelve Moons” contiene un arrangiamento di un brano di Grieg. Attualmente il sassofonista divide il suo impegno concertistico tra Officium e il suo quartetto, che presenta come ospite speciale il maestro indiano di percussioni Trilok Gurtu.


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