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CALENDARIO 2005
1 SETTEMBRE 2005
- Caffè Pedrocchi - ore 21.30Giuliano Perin Project, presentazione del nuovo CD “Flexibility”
8 SETTEMBRE 2005
- Centro Porsche Padova - ore 21.30Mike Sponza Trio, presentazione del nuovo CD “Kakanic Blues”
14 SETTEMBRE 2005
- Caffè Pedrocchi - ore 21.30Gianluca Prestigiacomo presenta “Il Colore Dell'Anima” |
I CONCERTI
MERCOLEDI' 31 AGOSTO 2005 Caffè Pedrocchi - ore 21.30
Antonia Arslan presenta “La Masseria Delle Allodole” ![]() Presentazione a cura di Franco Caramanti (Associazione Librai Padova)
Riprendono dopo la pausa estiva gli incontri letterari per la
rassegna "Voci nell'aria"
ANTONIA ARSLAN AL CAFFE' PEDROCCHI Mercoledì 31 agosto appuntamento con la scrittrice padovana che presenterà il libro "La masseria delle allodole", vincitore del Premio Campiello 2004 Dopo la pausa estiva ritornano gli incontri letterari all'interno della rassegna "Voci nell'aria", organizzata dall'Associazione Miles e dalla Scuola di Musica Gershwin in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo del Comune di Padova, il Caffè Pedrocchi e l'Associazione Librai dell'ASCOM di Padova. Mercoledì 31 agosto arriva al Pedrocchi Antonia Arslan, scrittrice padovana, che presenterà il libro "La masseria delle allodole" con cui ha conquistato il Premio Campiello 2004. L'autrice sarà presentato e introdotto da Franco Caramanti dell'Associazione Librai dell'Ascom. ANTONIA ARSLAN presenta "La masseria delle allodole" Romanzo storico nel senso classico delle parola, quello della Arslan, dove vero e verosimile si mescolano egregiamente a comporre il tragico affresco dell'Olocausto armeno. Romanzo nel quale gli elementi di un'autobiografia familiare, da particolari quali sono, si elevano a paradigma del tragico destino del primo popolo cristiano della storia. La Arslan, attingendo ai suoi ricordi familiari, narra la storia di Yerwant, medico di successo in Italia, emigrato appena tredicenne dalla natìa Armenia, allora sotto l'Impero Ottomano, per studiare al Collegio armeno Moorat Raphael di Venezia. Nella primavera del 1915, il cinquantenne Yerwant, nostalgico della patria lontana, decide di raggiungere con tutta la famiglia il fratello Sempad, rimasto nella piccola città natale dell'Anatolia. Ma siamo nel maggio del 1915: l’Italia è entrata in guerra e ha chiuso le frontiere mentre il partito dei Giovani Turchi insegue il mito di una Grande Turchia, in cui non c’è posto per le minoranze. Le frontiere vengono chiuse e il viaggio annullato. La masseria delle allodole che avrebbe dovuto ospitare Yervant e la sua famiglia diventa il tragico teatro di una massacro: Sempad e i suoi figli maschi, ad eccezione del più piccolo, vengono uccisi. Tragico prologo del genocidio. Le donne della famiglia, le sorelle minori di Sempad, la madre Shushanig e le figlie, nonché l'unico bambino sopravvissuto alla strage, vengono deportate con le altre donne, i vecchi e i bambini della piccola città anatolica. Sarà grazie alla loro tenacia, al loro sacrificio e all’aiuto disinteressato di chi rifiuta di farsi complice della violenza che tre bambine e un “maschietto-vestito-da-donna”, dopo una serie di rocambolesche avventure, riusciranno a salvarsi e a raggiungere Yerwant in Italia. E sarà lui a garantire per loro un futuro e a custodire le “memorie oscure” che oggi la nipote Antonia ha trasfuso in un romanzo dolce e straziante come una fiaba. Questa la storia della umile gente armena di una piccola città dell'Anatolia, fiduciosa dei nuovi tempi laici e illuminati all'alba del secolo XIX, quei tempi che avrebbero dovuto portare emancipazione e sicurezza anche agli Armeni ottomani e che, invece, infersero loro la definitiva rovina. L'opera prima di Antonia Arslan, La masseria delle allodole, indimenticabile e struggente romanzo sulla tragedia armena, sta avendo un meritato successo di critica e di pubblico. Pensate: tre edizioni in tre mesi e la vittoria nella prestigiosa cinquina del Premio Selezione Campiello 2004. Non poco per una debuttante. A dir il vero, Antonia Arslan non è una neofita delle lettere: è stata, infatti, a lungo docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all'Università di Padova, la sua città, e ha pubblicato validi saggi sul romanzo popolare e sulla narrativa femminile tra Ottocento e Novecento. Inoltre, ha scoperto le sue radici armene - il vero nome della sua famiglia è infatti Arslanian - anche grazie all'incontro con il grande poeta Daniel Varujan, di cui ha tradotto, in collaborazione con Chiara Haguniash Megighian e Alfred Hemmat Siraky, Il Canto del Pane (Guerini, 1992) e Mari di grano (Edizioni Paoline, 1995). Questo lavoro di riscoperta della propria identità l'ha poi portata a curare l'edizione italiana del volume di Claude Mutafian Metz Yeghérn. Breve storia del genocidio degli armeni (Guerini, 1995) e una raccolta di testimonianze di sopravvissuti armeni rifugiatisi in Italia, Hushèr. La memoria. Voci italiane di sopravvissuti armeni (Guerini, 2001). Infine, la narrativa. Inevitabile, se vogliamo dare ascolto alle note biografiche di copertina della Masseria delle allodole: Antonia Arslan, così si può leggere, "ha scritto il suo primo romanzo [_], perché non ha potuto farne a meno. Quei personaggi, quelle persone dal destino incompiuto, erano lì, e l'hanno chiamata. Hanno voluto essere ascoltati". Reale metafora del popolo armeno, che da ottant'anni prega di essere ascoltato. |
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